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Russo Giovanni le esequie dello scrittore

 

Le esequie di Giovanni Russo, l’apprezzato scrittore meridionalista, si sono svolte nel pomeriggio di mercoledì 27 settembre a Roma, presso il Verano. Molti gli amici che hanno inteso tributare un omaggio al personaggio del mondo della cultura e del giornalismo nella significativa cerimonia di commiato. Ricordare Giovanni, nativo di Salerno e nel contempo legato alla città di Potenza, significa soffermarsi intorno alla figura di uno scrittore arguto, giornalista attento dal tono bonario e valido letterato sempre aperto alle diverse problematiche. Un protagonista della vita culturale e giornalistica, in Italia e soprattutto a Roma, la sua città di residenza, con un impegno continuo che negli anni ha determinato la pubblicazione di diversi testi che attestano la sua particolare versatilità culturale: nel 1955, Baroni e contadini, con il quale vinse il premio Viareggio, nel 1958, L’Italia dei poveri, nel 1963, L’atomo e la Bibbia, nel 1964, Chi ha più Santi in Paradiso, nel 1966, Università anno zero, nel 1968, Il fantasma tecnologico, nel 1971, I bambini dell’obbligo, nel 1974, I figli del sud (Premio Basilicata), nel 1985, Il paese di Carlo Levi ( Premio Basilicata), nel 1990, Flaianite, nel 1992, I nipotini di Lombroso, nel 1993, Sud specchio d’Italia Premio Mezzogiorno), nel 1994, Perché la sinistra ha eletto Berlusconi, nel 1996, Il re di Carta, nel 1997, Il futuro è a Catania, nel 2000, E’ tornato Garibaldi, nel 2001, Le olive verdi, nel 2002, Oh Flaiano!
Per il giornalismo, ha vinto il Premio Marzotto 1965 e il premio Pannunzio nel 1991, nel 2000, a Sapri, ha ricevuto il Premio internazionale Carlo Pisacane. Nella veste di editorialista del Corriere della Sera ha trattato rilevanti interessi per cui spesso si misurava con i temi relativi alla storia del suo meridione affrontando argomenti di rilevanza sociale e politica. La questione meridionale e risorgimentale era al centro del dibattito che lo sollecitava verso l’arte della scrittura ed il rapporto con il mondo della cultura.
Il luogo preferito per le vacanze e per il riposo estivo era il mare e le dune della città turistica Sabaudia, non molto distante dalla Capitale. Abitualmente risiedeva al Villaggio dei Giornalisti, dove si incontrava con gli scrittori colleghi, Tarquinio Maiorino, Igor Man, con amici come Alessandra e Renato Tringali ed altri colleghi, con i quali trascorreva il suo tempo nella residenza ubicata sulle sponde del lago di Paola. Provvisto di un dialogo schietto e sincero era molto apprezzato per le sue doti di persona colma di positivi contenuti. Per ‘Giovannino’ Russo, nell’anno 2000, un significativo momento di attualità storica avvenuto presso il Comune rivierasco pontino con la presentazione, su promozione dell’assessorato alla Cultura, del suo libro “E’ tornato Garibaldi”, alla presenza degli illustri colleghi, Tarquinio Maiorino e Igor Man (nella foto, Russo nel Comune di Sabaudia).

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