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Tutela dei produttori alimentari contro pratiche commerciali sleali

Lago in Fiore 2019

Agricoltori e piccole imprese sono gli operatori più vulnerabili della filiera alimentare. Il Parlamento approva nuove norme contro le pratiche commerciali sleali per dar loro più protezione.

In tutti i settori commerciali si verificano pratiche commerciali sleali. Nella filiera agroalimentare queste pratiche sottopongono i produttori agricoli a indebite pressioni economiche.

Martedì 12 marzo gli eurodeputati hanno approvato la nuova direttiva europea che assicura un trattamento più equo per gli agricoltori e per piccole e medie imprese agroalimentari, tutti soggetti vulnerabili a pratiche sleali da parte dei loro partner commerciali più grandi, come i supermercati e i rivenditori. I fornitori più piccoli spesso non hanno abbastanza potere contrattuale quando negoziano con grandi acquirenti e possono non avere compratori alternativi.

Quali sono le pratiche commerciali sleali?
-Sono quelle pratiche interaziendali che si discostano dalla buona condotta commerciale, sono in contrasto con i principi di buona fede e correttezza e sono solitamente imposte unilateralmente dal partner commerciale più forte
-Possono verificarsi in tutti gli stadi del rapporto contrattuale: durante i negoziati, durante l’esecuzione del contratto e nella fase post-contrattuale.

Cosa cambierà? – Le nuove norme stabiliscono degli standard di protezione che proibiscono pratiche sleali specifiche. Sono valide per tutti gli attori della filiera alimentare che hanno un volume d’affari inferiore ai €350 milioni, coprendo quindi produttori, cooperative, trasformatori e rivenditori di prodotti alimentari. Le regole si applicano anche ai fornitori non europei.

Le nuove norme vietano i pagamenti in ritardo per i prodotti alimentari deperibili, gli annullamenti dell’ultimo minuto e l’obbligo imposto al fornitore di pagare per gli sprechi. Vengono inoltre proibite le modifiche unilaterali o retroattive ai contratti o il rifiuto dei contratti scritti.

Altre pratiche, come il reso dei beni invenduti al fornitore, saranno permesse solo se chiaramente concordate a priori da ambo le parti.

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